In occasione delle scadenze fiscali per i contribuenti, sono apparsi in tv due spot pubblicitari dedicati all’evasione fiscale. La campagna pubblicitaria portata avanti in modo congiunto dal Mef, dalla Presidenza del Consiglio e dall’Agenzia delle Entrate, si rivolge anche agli stabilimenti balnaeri nel mirino dei controlli.

La stagione balneare dura molto poco in Italia, anzi in periodi di crisi si può dire che duri ancora meno, ma è un bacino enorme sia dal punto di vista occupazionale che dal punto di vista economico. Il problema è che spesso gli stabilimenti balneari offrono servizi aggiuntivi rispetto al noleggio di lettini e ombrelloni, danno lavoro nero e non dichiarano gli effettivi guadagni al fisco.

E’ questo il panorama non troppo consolatorio tracciato da una recente indagine dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato all’inizio di agosto. Il fisco non è affatto andato in vacanza o meglio ha preferito concentrarsi sul litorale. I controlli a tappeto hanno interessato l’area del pesarese, gli stabilimenti balneari di questa fetta d’Italia.

E’ emerso che molti esercizi si dedicano anche alla ristorazione e all’intrattenimento, sfruttano lavoratori in nero, non sono in regola con gli studi di settore e a livello di denaro, l’evasione è quotata in un milione di euro. Tanti i documenti extracontabili acquisiti anche in relazione agli anni precedenti, che hanno dimostrato i reali guadagni dei balneatori.