E’ indispensabile una rivoluzione culturale oltre che dell’intero sistema fiscale che ruota intorno all’imposta sui consumi: altresì detta Iva.

Occorre un riordino amministrativo e d’investimenti sul personale per aver una cultura dell’Iva. Per la lotta all’evasione della tassa alcuni analisti propongono una serie di provvedimenti come il ritorno alla dichiarazione trimestrale dell’Iva, che oggi sono state abolite. Sicuramente se si percorrerà tale strada, si disattende però quella stessa linea, un po’ sposata da tutti, che è quella della semplificazione fiscale, tanto evocata e mai del tutto attuata.

Tuttavia con il ritorno alla dichiarazione trimestrale le maglie per i furbi si restringerebbero notevolmente.

Ma la cosa sbalorditiva che affiora spulciando le dichiarazioni Iva di circa 330 mila imprese, iscritte come aziende nel settore “pubblici servizi”, è qualcosa di inverosimile. Infatti secondo rilevazioni Istat, questi esercizi, tra cui alberghi, ristoranti, pizzerie, gelaterie, e bar  appaiono come inesorabilmente in perdita. Tanto che produrrebbero un Iva negativa, cioè a credito e non a debito!

E’ chiaro che occorre rimodulare il sistema fiscale in Italia. Eliminando ad esempio la differenza di meccanismi per la dichiarazione reddituale con possibilità di evasione chiaramente tutta a vantaggio dei lavoratori autonomi.  Occorre interrompere quella famosa litania, secondo la quale i deboli pagano mentre i furbi festeggiano.