Angiola Armellini, figlia del noto costruttore romano Renato, è stata denunciata dalla Guardia di Finanza, in compagnia di altre 11 persone, per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale. Secondo la procura di Roma,  che ha condotto l’indagine, l’imprenditrice, proprietaria di 1,243 immobili, quasi tutti dislocati a Roma, avrebbe nascosto al fisco oltre due miliardi di euro dal 2003 in avanti, trasferendoli all’estero grazie all’appoggio di varie società con sede legale in Lussemburgo. La maxi evasione è stata scoperta nell’ambito dell’operazione denominata “All Blacks”.

L’imprenditrice aveva spostato la sua residenza a Monaco nel 1999, ma, secondo la GdF, risiedeva stabilmente a Roma, depprima “in un’ampia villa all’Eur e successivamente in un lussuoso appartamento su due piani intestato a società lussemburghesi“. Inoltre, secondo gli inquirenti, l’omessa dichiarazione di ricavi, al lordo dei costi sostenuti, ammonterebbe a circa 190 milioni di euro, senza contare il sistematico mancato versamento di tributi locali sugli immobili (Ici e Imu) per alcuni milioni di euro (una boccata d’ossigeno per le esangui casse del Comune di Roma, ndr). In totale, Armellini avrebbe trasferito all’estero 2,1 miliardi di euro.

Peraltro, non si tratterebbe nemmeno di una prima assoluta. Negli anni Novanta, l’allora signora Angiola Mei, moglie di Alessandro, fu accusata di essersi appropriata di denaro e beni sociali in danno dei creditori e di aver permesso che venissero redatti bilanci falsi della Fincom finanziaria e della Fincom commissionaria, le società che il marito aveva condotto fino alla bancarotta, facendo al contempo sparire circa 200 miliardi delle vecchie lire.