I professionisti, rispetto ai dipendenti, possono evadere maggiormente le tasse, magari con prestazioni non fatturate o con incassi non registrati o registrati in modo diverso rispetto alla regola. L’ultimo rapporto Eures 2012, prende in esame le categorie di evasori

L’evasione fiscale è sempre ai massimi storici. Sicuramente ci sono tantissime colf, badanti e baby sitter in nero, tante “maestre” che fanno ripetizioni private senza dichiarare gli incassi di questa attività e poi ci sono anche i professionisti.

Gli artigiani, per esempio, oppure i dentisti e gli specialisti anche se lo scettro dell’evasore, stavolta, va agli avvocati. Di certo c’è che il panorama sociale che deve assorbire questi dati sta cambiando perché dall’indagine Eures emerge che sette italiani su dieci si dichiarano favorevoli a punire con la reclusione gli evasori.

Un dato molto interessante riguarda il trend dal 2004 al 2012: i liberi professionisti e i commercianti che non hanno intenzione di rilasciare scontrini e fatture, non sono affatto diminuiti. In questo senso l’evasione fiscale è confermata come una delle zavorre principali alla ripartenza italiana.

Addirittura si può notare la crescita dei docenti che impartiscono lezioni private che è salito dal 69,4% del 2004 all’89 per cento del 2012. Cresce anche il fatturato nero dei dentisti e dei medici specialisti che sono saliti al 34 per cento partendo rispettivamente dal 27,7 e dal 25,5 per cento.