In un’aula mezza vuota (328 presenti su 630) la Camera ha approvato un disegno di legge che mira a recuperare il denaro che l’evasione fiscale in Italia sottrae al fisco attraverso la fuga dei capitali. Si parla della possibilità di recuperare circa 6,5 miliardi di euro.

La chiamano sanatoria e si affrettano a spiegare che non è un condono. Chi volontariamente denuncerà capitali precedentemente nascosti (sia all’estero che in Italia) e pagherà le tasse evase potrà usufruire di uno sconto su sanzioni e pene. Inoltre non verrà perseguito per autoriciclaggio. L’introduzione di questo reato è infatti una delle novità contenute nella legge appena approvata a Montecitorio (ora dovrà passare all’esame del Senato). Questa legge introduce nel codice penale il reato di autoriciclaggio. Prevede il carcere da 2 a 8 anni e una multa da 5mila a 25mila euro.

Il valore stimato dei capitali nascosti nei paradisi fiscali all’estero è di circa 150 miliardi. Ipotizzando un’adesione alla sanatoria da parte del 20% degli evasori tornati contribuenti, in Italia potrebbero rientrare dunque 30 miliardi. Il gettito fiscale proveniente da questa cifra dovrebbe equivalere a circa 6,5 miliardi. Chi denuncia potrà pagare le somme dovute in tre rate mensili. C’è tempo fino al 30 settembre 2015. Inoltre il recupero di gettito dall’evasione rappresenta una voce importante della legge di stabilità appena presentata dal Governo, in cui sono stati inseriti 4 miliardi tra le entrate di questa voce.

L’approvazione di questa norma arriva poco dopo l’accordo a livello europeo in cui viene cancellato il segreto bancario. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, afferma che “senza segreto bancario e con l’autoriciclaggio, la voluntary disclosure (denuncia volontaria, ndr) riporterà capitali in Italia“.

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