Una cifra spaventosa: 130 miliardi di euro. La Corte dei conti ha stimato che sia questo il valore complessivo dell’evasione fiscale in Italia. Tanto per fare un confronto, il Pil italiano nel 2012 era di circa 1.469 miliardi. Quindi, ad occhio e croce, più del 10% dell’economia italiana è sottratto al fisco.

L’allarme non è nuovo; non per questo è meno reale. Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle entrate, cioè quello che “ci rimette” di più dall’evasione, dice senza mezzi termini: “C’è bisogno di dire una parola forte e certa, di affermare che l’elusione e l’evasione fiscale non sono compatibili con la nostra economia e con nessun sistema veramente democratico. Visto l’ordine di grandezza, il rafforzamento della lotta contro la frode fiscale e l’evasione fiscale è non solo una questione di entrate, ma anche di equità sociale“.

Ma l’evasione non ha esclusivamente origini criminali. In parte è provocata dallo stesso sistema fiscale, spesso ingiusto, sempre oppressivo e sempre inutilmente complesso. Fabrizio Saccomanni (foto by InfoPhoto) è costretto ad ammetterlo. Spiegando che l’accertamento deve diventare più efficiente, il ministro dell’Economia aggiunge: “Al tempo stesso si deve evitare di trasformare il sistema fiscale in un ostacolo per la crescita dell’economia nazionale“.

Ma il sistema fiscale è già un ostacolo alla crescita. Qualcosa non quadra.