L’emersione del lavoro nero è una delle grandi battaglie intraprese dal governo per riequilibrare la pressione fiscale a carico dei contribuenti.

Ogni anno sono proposte delle stime relative ai miliardi di euro evasi, soldi che finiscono nelle tasche dei cittadini in virtù della proliferazione del lavoro irregolare.In questo senso una fotografia molto accurata del panorama italiano è stata scattata dal rapporto finale di un gruppo di lavoro sulla riforma fiscale dedicato al tema dell’economia non osservata.

Una prima analisi è fatta a livello geografico e si scopre che l’evasione è una realtà che interessa il 17,4 per cento dei contribuenti del Centro Italia, nil 14,8% dei contribuenti del Nord e soltanto il 7,9% dei contribuenti del Sud.

In linea di massima, ogni nostro connazionale metterebbe sotto il materasso circa 2.093 euro che equivalgono al 13,5 per cento del reddito medio di un lavoratore.

Chi ha un secondo lavoro, però, riesce a celare al fisco anche il 44,6% dei redditi.

Se si va tra gli imprenditori e gli autonomi si scopre che nascondono più della metà del loro reddito, il 56,3 per cento.

Ma sono i redditi legati al possesso di immobili a fruttare di più visto che se ne nasconde l’83,7 per cento dei redditi.