Secondo il solerte ufficio studi della Confcommercio, il sommerso in Italia è infatti al 17,4% del Prodotto interno lordo. E’ stato sottratto al Fisco un imponibile di 272 miliardi. Anche per questo la pressione fiscale italiana è così pesante. La novità è che oggi anche il partito democratico, attraverso le parole del viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, ammette l’esistenza di “un’evasione di sopravvivenza. Senza voler strizzare l’occhio a nessuno, senza ambiguità nel contrastare l’evasione ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti soggetti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno”.

Come ogni – o quasi – classifica negativa siamo nelle posizioni di testa- In questo caso stravinciamo, perché il paese in seconda posizione il Messico è distaccato di molte lunghezze – il sommerso rappresenta “solo” l’11,9% del Pil -, dietro c’è la Spagna (9,5%), il Regno Unito (6,7%), gli Stati Uniti (5,3%), Svezia e Austria (4,7%), Francia (3,9%), Irlanda (3,3%), Belgio (2,7%), Canada (2,2%) e Danimarca (1,9%).

Nonostante i dati, secondo il direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella: ”Gli italiani sono un popolo di pagatori di tasse”. La colpa è sempre dello Stato, visto che “l’alto livello della pretesa fiscale” è “il primo incentivo all’evasione“. Secondo questa associazione la pressione fiscale effettiva italiana, è arrivata al 54%. Ancora una volta siamo leader mondiali davanti a Paesi come Danimarca 51,1%, Francia (50,3%) e Belgio (49,3%). Ad anni luce di distanza troviamo Stati Uniti (27,9%) e Messico (26,2%).

L’Italia poi è anche il paese in cui è aumentata di più la pressione fiscale – tra il 2000 e il 2013 è aumentata del 2,7% – dopo il Portogallo (+3,2%). Ad un’incollatura da noi il Giappone ( 2,6%) e poi arriva la Francia (2,3%).

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