Entro quest’estate potrebbe arrivare un decreto congiunto del ministero dell’Economia con il ministero dello Sviluppo economico per favorire l’utilizzo più diffuso della moneta elettronica come arma contro l’evasione fiscale.
L’esecutivo, con il provvedimento allo studio, mirerebbe a ridurre le commissioni per l’utilizzo delle carte di credito, soprattutto per i pagamenti più bassi, tradizionalmente effettuati in contante, e ad incentivare la diffusione dei Pos (Point of sale, tradotto comunemente in Punto di pagamento) in tutti gli esercizi commerciali.
Da uno studio dell’Istituto per la competitività I-Com, basato su dati forniti dalla Banca centrale europea, infatti, un aumento di 10 milioni di carte porterebbe a un calo del 3,6% dell’economia sommersa e a un recupero dell’evasione fiscale stimato in oltre 5 miliardi di euro. Ma basterebbero, evidenzia lo studio, 5 milioni di carte in più per recuperare 2,6 miliardi di gettito fiscale ed anche un solo milione in più di carte di pagamento coinciderebbe, in media, con una variazione del Pil del +0,65%, pari a oltre 10 miliardi di euro.
L’intenzione del governo di procedere su tale via, d’altra parte, è stata più volte ribadita dal ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che all’assemblea di Confesercenti aveva parlato di misure per abbattere i costi, soprattutto a beneficio degli esercizi commerciali più piccoli, risaltando tra queste anche quelle finalizzate alla diffusione della moneta elettronica nel rispetto di trasparenza, divieto di commissioni a pacchetto, correlazione delle commissioni al volume delle transizioni e incentivi ai micro-pagamenti elettronici. Principi che dovrebbero rappresentare, dunque, le linee guida del governo nella stesura del decreto.