Un piano articolato in 15 misure per contrastare l’evasione fiscale e le pratiche delle multinazionali di aggirare le regole dichiarando i propri introiti dove le tasse pesano di meno.
È quanto l’Ocse propone ai Paesi del G20 che hanno deciso di porre la lotta all’evasione fiscale al vertice delle loro priorità.
Alcune grandi società riescono a pagare imposte del 3-4%: sono situazioni impossibili da spiegare ai cittadini e insopportabili per le imprese”, ha dichiarato al G20 a Mosca Pierre Moscovici, ministro delle Finanze francese, fautore dell’iniziativa assieme ai colleghi di Germania, Gran Bretagna e Russia.
L’organismo internazionale, fanno sapere i ministri dei 4 Big europei, nei prossimi due anni dovrà tradurre le misure in regole e standard internazionali in modo da armonizzare le varie legislazioni fiscali ed evitare che le multinazionali possano depositare grossi somme nei paradisi fiscali aggirando le normative nazionali.
Il piano, per l’approvazione, sarà sottoposto al vaglio del G20 di San Pietroburgo in agenda i primi di settembre dai capi di Stato e di governo.
Un G20 che sarà imperniato, come ha ricordato dal ministro del Lavoro italiano Enrico Giovannini, sull’argomento disoccupazione: “la creazione di posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità - ha ricordato Giovannini ai colleghi delle Finanze e del Tesoro dei 20 grandi del Pianeta - è una priorità assoluta”.