Sono quattro i nuovi strumenti a disposizione del Fisco per combattere l’evasione fiscale: redditest, redditometro, spesometro e anagrafe dei conti correnti.
Ognuno di essi occupa sempre più spazio nell’informazione quotidiana e pur differendo per finalità e, soprattutto, per tipologia di informazioni raccolte, insieme potrebbero fornire un quadro completo dell’evasione e del sommerso in Italia.
Il redditest, ad esempio, è uno strumento concepito per finalità di prevenzione fiscale: con esso il contribuente è, in qualche modo, ‘guidato’ nella gestione della propria economia quotidiana in modo da non arrivare alla dichiarazione dei redditi con uno scostamento del 20% e oltre, limite che fa scattare determinati accertamenti, tra il reddito dichiarato e la capacità di spesa.
Il redditometro, al contrario, è un vero strumento per intercettare gli evasori fiscali: con esso, infatti, si misurano le spese del cittadino rilevate dall’anagrafe tributaria applicando determinati criteri (qualcuno oggetto di forti controversie) così da confrontarle con il reddito dichiarato. Se il software delle Entrate segnala uno scostamento tra quanto dichiarato e la capacità di spesa desunta superiore al 20% scattano automaticamente gli accertamenti.
Con lo spesometro vengono posti sotto controllo invece i pagamenti che eccedono un dato limite, attualmente fissato a 3.600 euro. Gli operatori economici, infatti, sono tenuti a comunicare via web all’Agenzia delle entrate i pagamenti superiori a questa soglia rilevanti ai fini Iva, onere che dal prossimo 12 dicembre scatterà anche per gli operatori finanziari. Questi, da quelle data, dovranno comunicare gli acquisti dei consumatori superiori a 3.600 euro effettuati tramite Pos e determinate informazioni su leasing e altri strumenti finanziari per il noleggio di mezzi di trasporto.
L’anagrafe dei conti correnti, infine, è un sistema di interscambio dati (Sid) tra banche partito a fine giugno che sarà adoperato per creare un archivio di informazioni fornite dalle stesse sui conti correnti dei loro clienti. Il database telematico, a sua volta, sarà utilizzato dal Fisco per i propri controlli sulla congruità tra il reddito dichiarato e le spese sostenute e per formare delle liste di contribuenti a maggior rischio evasione (oltre che per verificare le dichiarazioni Isee e tutte quelle che danno accesso ad agevolazioni di varia natura).

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