L’economia europea va male, ma complessivamente va meglio del previsto. E’ questa la sintesi del commento degli analisti di Cetrobanca che in un report odierno hanno commentato la lettura relativa all’andamento del Pil dei Paesi dell’Eurozona. In Italia, commentano gli esperti, si è registrata una contrazione lieve rispetto al trimestre precedente, anche se quella tendenziale, ossia quella calcolata su base annua, risulta essere molto pesante.

Per l’Italia la lieve flessione congiunturale del terzo trimestre è in linea con le aspettative: “abbiamo infatti segnalato che gli indicatori congiunturali si sono mossi nella direzione della stabilizzazione dell’attività produttiva complessiva, anche se su livelli molto depressi rispetto a quelli antecedenti la recessione del 2008-09. Questi appaiono ormai sempre più lontani e sembra sempre più improbabile che essi potranno essere nuovamente raggiunti nell’arco dei prossimi anni“.

Il prodotto interno lordo reale dell’Eurozona è calato sempre nel terzo trimestre di un contenuto 0,1%. L’Eurozona è tecnicamente in recessione, essendosi contratta su base congiunturale per due trimestri consecutivi (-0,2% nel trimestre precedente). Tuttavia, precisano gli analisti, il dato aggregato nasconde andamenti diversi fra Paesi: la Germania, infatti, ha messo a segno una crescita congiunturale dello 0,2% (e dello 0,9% su base tendenziale) mentre all’estremo opposto la Grecia ha segnato una contrazione annuale del 7,2%.

L’ultimo trimestre dell’anno si preannuncia ancora in calo per il PIL italiano: a pesare negativamente saranno i consumi delle famiglie, che proprio in coincidenza con le spese natalizie dovranno assorbire gli effetti del prelievo fiscale legato alla seconda rata dell’IMU. Tuttavia la sostanziale tenuta del PIL nel terzo trimestre potrebbe consentire di chiudere il 2012 con un dato leggermente migliore delle previsioni correnti, che indicano una contrazione del 2,3%. Secondo gli esperti la flessione potrebbe fermarsi al 2,1%. Si tratterebbe certo di una ben magra consolazione: dal 2008 al 2012, infatti, la variazione cumulata del PIL reale italiano è negativa per oltre il 6% e le previsioni di consenso attuali indicano un calo ulteriore per il 2013.