Per stimolare la crescita nell’Eurozona è necessario “rafforzare la capacità del centro di finanziare i progetti di infrastrutture pubbliche”.
È quanto suggerisce il Fondo monetario internazionale nel rapporto presentato ieri ai ministri finanziari all’Eurogruppo di Lussemburgo, indicando i trasporti, le telecomunicazioni e le reti energetiche i settori dove concentrare gli investimenti pubblici.
Per l’Fmi questi finanziamenti pubblici, “tenendo i Paesi nel quadro delle regole di bilancio”, sono importanti perché rappresentano un elemento di “sostegno alla domanda” di cui l’Eurozona ha davvero bisogno in questo momento, ma c’è seria “preoccupazione che le regole di bilancio scoraggino gli investimenti pubblici”.

Per i tecnici di Washington nell’eurozona occorre valutare “la possibilità di semplificare e rafforzare il quadro di governance di bilancio”, perché se le riforme fatte fino ad ora hanno prodotto risultati positivi, “il sistema è diventato eccessivamente complicato con molteplici target e obiettivi”.
“La ripresa nella zona euro – si legge nel rapporto dell’Fmi – sta prendendo piede ma non è abbastanza robusta, l’inflazione è bassa in modo preoccupante e la disoccupazione, specie tra i giovani, è elevata in modo inaccettabile”: motivi per i quali la Banca centrale europea deve dare il via ad “un programma di acquisti a larga scala soprattutto di titoli pubblici”, specie se “l’inflazione rimane ostinatamente bassa”.
La volontà della Bce di fare di più, se necessario, è rassicurante”, sostengono gli economisti del Fondo, e la decisione di procedere ad acquisti massicci di bond “rilancerebbe la fiducia, migliorerebbe i bilanci di società e famiglie, stimolerebbe i prestiti bancari. Avrebbe, in generale, un impatto significativo sulla domanda e l’inflazione” (foto by InfoPhoto).