La corsa contro il tempo per raggiungere un accordo tra le forze politiche greche non è stata  sufficiente, almeno per il momento. La Grecia dovrà attendere fino a mercoledì per avere il sospirato via libera al nuovo pacchetto di aiuti internazionali per evitare un default disordinato. L’Eurogruppo riunitosi ieri ha infatti deciso di rinviare a settimana prossima la decisione sul nuovo piano di aiuti alla Grecia perché mancano ancora le garanzie necessarie sull’accordo raggiunto ad Atene sulle nuove misure di austerity chieste dalla troika (Ue-Bce-Fmi). In particolare l’intesa dovrà essere formalizzata e votata dal Parlamento di Atene. “Non abbiamo ancora gli elementi necessari per sbloccare gli aiuti alla Grecia oggi”, ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker al termine della riunione di ieri. Junker ha precisato che il nuovo piano di sostegno da 130 miliardi di euro sarà sufficiente a patto che Atene rispetti tutte le condizioni. Una nuova riunione sull’argomento è pertanto stata convocata per mercoledì prossimo. “L’accordo è un buon inizio ma resta ancora molto da fare”, ha commentato il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde.

Domenica il voto in Parlamento

Il voto delle nuove misure richieste dalla troika – interventi su pensioni, dipendenti pubblici, fisco e sanità che dovrebbero portare a un avanzo primario del 4,5 per cento nel 2015 – è previsto per domenica. Tra le misure già note spiccano i taglio di 15.000 dipendenti nel settore pubblico nel 2012 e l’abbassamento dei salari minimi del 22% (scendendo a 586 euro per 14 mensilità).
“Domenica il voto è decisivo, è una scelta finale se restare nell’euro oppure no”, ha sottolineato il ministro dell’Economia greco, Evangelos Venizelos. Sul Paese ellenico incombe la necessità di ricevere nuovi aiuti finanziari da Fmi, Bce ed Ue all’approssimarsi della scadenza del 20 marzo, data entro la quale dovrà rimborsare un debito pari a 14,5 miliardi di euro.