Attenzione a chi pensa che il matrimonio tra Alitalia ed Etihad sia già cosa fatta. Come in ogni telenovela che si rispetti, più volte i due promessi sposi si sono trovati in una situazione vicina alla rottura. E non è detto che qualcosa di brutto possa accadere prima che si dica la parola fine sulle possibili nozze. Oltre agli esuberi – che ieri per la prima volta l’Ad della compagnia ha quantificato in 2.200 unità – manca ancora un tassello importante per completare il puzzle della trattativa.

Mentre i legali delle due compagnie aeree stanno limando i termini dell’accordo finale, si continua a trattare. Gli istituti di credito dovrebbero cancellare un terzo dei debiti a breve termine, mentre i restanti due terzi dovrebbero essere trasformati in azioni. C’è da dire che su questo tema le banche non sono unite. Da una parte c’è Intesa Sanpaolo e Unicredit, esposte rispettivamente per 280 e 140 milioni di euro, mentre Monte dei Paschi di Siena e la Banca Popolare di Sondrio hanno molti più problemi ad accettare le condizioni della compagnia qatariota.

Anche perché le due aziende sono impegnate in operazioni di aumento di capitale, e i crediti a cui rinunciare 93,3 milioni per Mps e 90 per Sondrio, peserebbero assai sui conti. Per questo si sta cercando di trovare un soggetto dalle spalle abbastanza larghe per poter acquistare i crediti. Per questo si sta cercando di stimolare la Cassa Depositi e Prestiti. Che sembra non sentirci da quest’orecchio.

Vi terremo aggiornati…

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