La situazione è ormai chiara: la lettera di Etihad è arrivata ed è sul tavolo dell’amministratore delegato di Alitalia Gabriele del Torchio. E venerdì il consiglio di amministrazione della nostra ex-compagnia di bandiera dovrebbe dare il via libera punto per punto all’inesa con il vettore arabo. Da una parte la compagnia emiratiana entrerà con una quota del 49% – per rispettare i vincoli Ue – investendo circa 600 milioni di euro, ma l’investimento non sarà gratis…
Le banche dovrebbero cancellare un terzo del loro debito verso l’azienda e trasformeranno il resto in azioni della compagnia. E poi ci dovrebbero essere circa 2.600 esuberi: 1.800 dovrebbero arrivare tra il personale di terra – e questi sarebbero i più esposti, visto che saranno destinati a non rientrare più nell’azienda, mentre gli altri dovrebbero uscire tra piloti ed hostess (ma potrebbero rientrare man mano che Alitalia aumenterà l’offerta di voli.
E la cifra sugli esuberi non è ancora ufficiale, e potrebbe anche essere inferiore… Per ora i sindacati si mostrano preoccupati ma i loro toni restano cauti: la Cgil non dice nulla e aspetta i dati ufficiali, il leader della Cisl Raffaele Bonanni dice che è stato “Evitato il disastro, speriamo che si apra uno scenario di sviluppo“. In questo caso, secondo lui, “non ci saranno esuberi e potranno essere riassorbiti tutti i lavoratori” (utopia e probabilmente lo sa anche lui). Il segretario dei trasporti della Uil Claudio Tarlazzi chiede invece cautela, perché solo dopo aver visto il piano “si comprenderà la dimensione degli eventuali esuberi“.
Intanto in questi giorni si scopre che per arrivare ad una soluzione positivia c’è voluto l’intervento del presidente della Ferrari Luca Montezemolo. Il manager ha rapporti d’affari consolidati con gli Emirati. E quando la trattativa aveva vissuto i suoi giorni più difficili, avrebbe convinto i soci arabi a continuare la trattativa dopo averli incontrati ad Abu Dhabi.
Intanto l’ex socio forte di Alitalia – ovvero Air France – avrebbe abbassato la guardia: l’ad della compagnia ha giudicato l’operazione come “probabilmente amichevole“, e quindi non dovrebbe porre ostacoli all’integrazione tra le due compagnie. Vedremo gli sviluppi.
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