Il punto della situazione su Alitalia lo ha fatto – come sempre – il ministro dei trasporti Maurizio Lupi. All’uscita del tavolo con i sindacati, ha detto che c’è una settimana di tempo, e poi ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. A quanto sembra, il nodo del debito con le banche sembra sciolto, e adesso per arrivare all’agognato accordo con Etihad manca solo l’intesa sugli esuberi con i sindacati.
Il punto è fondamentale anche per gli attuali azionisti. Secondo il presidente di Intesa San Paolo, Gian Maria Gros PietroPer quanto riguarda le banche ci si avvia ad un accordo. Da parte nostra abbiamo condizionato la nostra partecipazione al finanziamento al fatto che tutti i problemi portati da Etihad al tavolo vengano risolti, a partire dall’accordo con i sindacati“.
Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Caio – secondo l’amministratore delegato di Poste italiane, Alitalia non ha fornito “tutti gli elementi necessari ad una compiuta valutazione dell’impatto che l’accordo potrà avere sulla struttura del capitale e del debito dell’azienda“. Ed il Cda dell’azienda “valuterà eventuali nuovi investimenti” nella compagnia “solo dopo un’attenta analisi dei ritorni economici e finanziari associati al piano industriale, alla struttura societaria”.
La cifra finale sugli esuberi potrebbe abbassarsi. Intanto i sindacati fanno catenaccio. Per il numero uno della Cisl Raffaele BonanniIl governo deve trovare uno spazio per permetterci di riassorbire nel più breve tempo possibile le persone“, mentre il leader della Cgil Susanna Camusso afferma che “non esiste il prendere o lasciare quando c’è di mezzo il futuro di migliaia di persone“. Intanto non sono state convocate al primo incontro con governo ed azienda le sigle sindacali Anpac, Avia e Anpav. Per protesta è stato indetto uno sciopero di 24 ore per domenica 20 luglio. Non so se essere ottimista…