Sia la politica che i vertici di Alitalia hanno smentito l’esistenza di un ultimatum di Etihad sulla chiusura dell’accordo con la nostra ex-compagnia di bandiera. Visto quanto successo in passato non è facile credere alle loro parole… Come abbiamo scritto qualche giorno fa, per arrivare al matrimonio ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, e dall’interno stesso del nocciolo duro dei soci della compagnia aerea italiana c’è chi lancia messaggi precisi. Secondo  l’amministratore delegato di Atlantia - società controllata dai Benetton che possiede il 7,44% di Alitalia -, Giovanni Castellucci: “I problemi sono a vario livello ancora, e devono essere risolti ad horas“.

Ed aggiunge “che il tempo sia ormai scaduto è noto a tutti e da tempo: è indispensabile, in questa ultima settimana, che ci sia un’accelerazione che non è più evitabile“. Su Alitalia “si sta giocando con il tempo e con il fuoco“. L’ultimo round dell’intricata vicenda si gioca sui tagli alle buste paga – e sul dossier si sta impegnando il segretario Uil Luigi Angeletti – e soprattutto la posizione di Poste italiane, che non vuole mettere soldi nella “vecchia” compagnia che si porterà dietro perdite e contenziosi, ma solo nella newco che accoglierà Etihad. Alla fine sembra che si trovi una soluzione di compromesso, con l’entrate delle Poste in una società intermedia tra Cai e la cosidetta newco.

In cambio Poste dovrebbe tirare fuori 70 milioni – e non più 40 – per l’aumento di capitale necessario per mantenere la continuità aziendale di Alitalia. Vedremo gli sviluppi…


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