Della serie cosa non si fa per mantenere il posto di lavoro… Cosa prevede l’accordo sul costo del lavoro firmato da Alitalia con Filt Cgil e Fit Cisl, e a quanto sembra anche la Ugl (che all’inizio si era sfilata)? Da luglio a dicembre il personale Alitalia si vedrà decurtare lo stipendio di una somma compresa tra gli 85 ed i 1.300 euro al mese (questa cifra verrà decurtata dallo stipendio dei comandanti più anziani e dei dirigenti). La somma da pagare aumenta con il crescere del reddito non percepito e non vale per chi ha uno stipendio annuo sotto i 20.000 euro.

Per gli altri ci sarà la seguente riduzione: fino a 30.000 euro lordi ci sarà il 4% di riduzione del trattamento economico collettivo, tra 30.001 e 40.000 euro si passa all’8%, tra 40.001 e 45.000 euro il 10%, tra 45.001 e 60.000 euro l’11,5%, tra 60.001 e 100.000 il 15%, oltre i 100.000 il 17%. L’accordo prevede poi che al personale navigante non venga corrisposta la tredicesima mensilità. Come abbiamo già scritto l’accordo ha validità semestrale.

Come spiegano in un comunicato congiunto le tre sigle sindacali che hanno firmato, gli accordi valgono “in quanto sottoscritti da un insieme di sindacati che rappresentano molto più del 50% dei lavoratori di Alitalia, la Uiltrasporti che non ha firmato gli accordi ha chiesto il referendum in azienda sulla base del testo unico del 10 gennaio del 2014“. Hanno poi aggiunto che “l’amministratore delegato Del Torchio, in risposta alla richiesta Uil, ha confermato la drammaticità della situazione dell’azienda che il 25 deve affrontare l’ultima prova decisiva per evitare il fallimento e per poter avviare a buon fine l’accordo con Etihad e nessuna delle due condizioni si potrà realizzare in mancanza dell’accordo sindacale“.

Da queste misure la compagnia aerea si aspetta di risparmiare una trentina di milioni di euro. Il referendum su questo accordo potrà essere votata tra le 16 del 23 luglio e fino alle otto del 25 luglio…

 

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