Vi ho già raccontato qualche giorno fa dei conti 2013 della nostra ex-compagnia di bandiera: Alitalia avrebbe perso nel 2013 più di mezzo miliardo di euro. Uso il condizionale non a caso perché non ci sono ancora dati ufficiali. L’unico dato che la compagnia aerea ha fatto conoscere al pubblico è che il Cda ha “deliberato accantonamenti e svalutazioni per 233 milioni di euro, in preparazione delle future strategie“.

Alla cifra complessiva si arriva aggiungendo a questa voce le perdite dell’anno in corso: le perdite nette nei primi nove mesi dell’anno passato erano pari a 287 milioni di euro e sarebbero ulteriormente cresciuti nell’ultimo trimestre del 2013. Probabilmente i numeri definitivi arriveranno con l’assemblea dei soci del 25 luglio. Si può però fare qualche conto già oggi: l’Alitalia dei “capitani coraggiosi” ha totalizzato un miliardo e mezzo di perdite nei suoi cinque anni di vita, per una media mensile di perdite pari a 25,3 milioni contro i 20,83 della vecchia Alitalia – la media riguarda solo gli ultimi venti anni di bilanci della vecchia compagnia di bandiera.

Lo dicono ancora in pochi, ma tra le condizioni poste dall’Etihad ci sarebbe anche un aumento di capitale da 200 milioni, che dovrebbe garantire la continuità patrimoniale dell’azienda nei prossimi 12 mesi – così com’è oggi Alitalia potrebbe resistere solo fino alla fine del mese di ottobre. Con ogni probabilità questo rafforzamento patrimoniale dovrebbe essere varato durante l’assemblea dei soci di cui abbiamo parlato qualche riga fa.

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