Gli Etf sono titoli di scambio usati per la compravendita dei prodotti quotati in Borsa. Questa definizione, un po’ da manuale, è ancora più comprensibile se si scioglie l’acronimo: Etf è uguale a Exchange traded funds.

In questi giorni se ne parla tanto perché si è pensato di limitare l’accesso a questa tipologia di titoli ad alcune categorie di consumatori. Gli Etf sono stati introdotti come uno strumento semplice nell’uso, ma via via nel tempo il loro comportamento e il loro uso si è complicato.

Le famiglie, spesso, hanno usato gli Etf come dei fondi di risparmio ma a differenza dei fondi che si legano ad azioni e obbligazioni, i titoli di scambio Etf sono dei veri e propri indici cloni: cioè replicano il rendimento dei titoli a cui fanno riferimento e si possono scambiare come azioni.

Gli Etf in commercio hanno un valore complessivo di 318 miliardi ma nelle forme più complesse rischiano di portare al tracollo chi li acquista. Per questo l’Esma, l’European Securites and Market Authorioty, ha pensato ad un documento, ancora in bozza, per regolamentare il settore.

L’Esma, quindi, vorrebbe chiudere l’accesso agli Etf ai risparmiatori, rivedere il concetto di rischio sistemico e il modo in cui i titoli Etf clonano i titoli reali. Il tutto potrebbe evitare che in momenti di crisi, in cui gli investitori chiedono indietro i loro risparmi, si creino casi di insolvenza e reazioni a catena come per il caso dei bond.