L’Ipo tecnologica del secolo delude le aspettative della vigilia. Dopo avere segnato un rialzo iniziale di quasi il 20% a 45 dollari, le quotazioni di Facebook si sono riportate intorno ai 40 dollari (+5%) a circa due ore dall’inizio delle contrattazioni.

Nei giorni scorsi Facebook ha deciso di aumentare l’offerta di titoli sul mercato grazie alla forte domanda riscontrata nel roadshow di presentazione ali investitori e ha fissato il prezzo di vendita a 38 dollari per azione, nella parte alta del range che erano stato annunciato al momento del lancio dell’operazione. In questo modo la società guidata da Mark Zuckerberg è stata valutata 104 miliardi di dollari.

Nelle ultime ore sono stati sollevati parecchi dubbi sull’effettiva valutazione della società Usa. Dubbi evidenziati anche dalla decisione presa da numerosi azionisti della prima ora e dao dipendenti di cedere parte della loro partecipazione nella fase di Ipo. Stando ai calcoli di Silicon Alley Insider, gli azionisti interni starebbero vendendo circa il 60% del totale delle azioni che saranno disponibili con la Ipo (mentre, all’epoca della quotazione di Google, erano solo il 30%). La quota che lo stesso Zuckerberg offrirà al mercato sarà di 30,2 milioni di azioni, con una conseguente diminuzione della quota con diritto di voto in mano al giovane ceo.