Si torna a parlare degli esodati perché con le progressive riforme del governo si è arrivati ad una conclusione soltanto per una parte di questi lavoratori imprigionati tra l’attesa della pensione, adesso più lontana, e il non lavoro che doveva essere una misura temporanea. 

Le difficoltà di gestire la situazione degli esodati è uno specchio delle difficoltà della politica di oggi di gestire le questioni lavorative e professionali. Per gli esodati si sono fatti numerosi passi avanti, accompagnati da rigorose marce indietro, fino a definire una strategia progressiva.

Facciamo un breve riepilogo. Tutto è nato dalla riforma pensionistica Monti-Fornero che lo scorso dicembre ha introdotto una modifica al metodo di contribuzione pensionistica, estendendo il pro-rata a tutti i tipi di contribuenti.

Siccome con la riforma pensionistica molti contribuenti che avevano optato per la contribuzione volontaria, spesso pagata dall’azienda, fino al pensionamento, una vasta platea di persone si è ritrovata senza lavoro, senza finanziamenti per pagare i contributi e senza pensione imminente.

La platea di esodati è stata ridotta con un intervento governativo, il cosiddetto decreto milleproroghe che ha mandato in pensione tutti i lavoratori che avevano smesso di lavorare entro il 31 dicembre 2011. Per tutti gli altri ci saranno altri provvedimenti.

Il prossimo è atteso con il decreto di ottobre.