Grazie ai successi della lotta all’evasione il calo delle imposte sarà possibile già dal 2013, con un anno di anticipo rispetto alle più rosee previsioni. Queste entrate permetteranno di istituire con notevole anticipo il nuovo fondo per la riduzione della pressione fiscale su imprese e famiglie che sarebbe dovuto partire dal 2014. È un emendamento dei relatori alla legge di Stabilità presentato nel fine settimane a prevederlo, evidenziando due diversi meccanismi di  finanziamento dello stesso fondo: da un lato il gettito della lotta al’’evasione del 2012, dall’altro i minori interessi sul debito pubblico che lo Stato dovrebbe contabilizzare attraverso il contenimento dello spread.
Ma le sorprese del fine settimana non finiscono quì. Un altro emendamento al ddl Stabilità depositato venerdì sera sembrerebbe aver sciolto finalmente il nodo esodati, stabilendo, come affermato da Pierpaolo Baretta, uno dei relatori di maggioranza, “una copertura ampia e risolutiva per l’arco di tempo di competenza della legge di Stabilità”, mentre il ministro Profumo, sempre attraverso un emendamento alla legge, avrebbe  assicurato il 100% di copertura dei tagli alla scuola senza ricorrere all’aumento delle ore di lavoro per il corpo docente. Sull’entità e l’attuabilità di quest’ultima proposta sono in corso le verifiche della Ragioneria dello Stato, ma il sottosegretario al ministero dell’Economia Gianfranco Polillo ha dichiarato, lapidario, che “non ci sarà l’aumento dell’orario per gli insegnanti”.
E sabato il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, intervenuto al Forum dei giovani di Confcommercio di Venezia, ha prima gelato la platea parlando di “coperta corta” a proposito di un blocco dell’aumento dell’Iva decretata dal Governo, per poi rilevare che “una delle possibilità è anche vedere se possiamo già strutturare interventi di riduzione dell’Irap dal 2014 in poi”.

Il fondo per la riduzione delle imposte. La vera novità della legge di Stabilità che sta delineandosi attraverso i vari emendamenti di questi giorni sembrerebbe essere l’avvio in anticipo del fondo per la riduzione della pressione fiscale per imprese e famiglie previsto inizialmente per il 2014. Il “fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale” di famiglie e imprese, previsto dall’emendamento al ddl Stabilità presentato in commissione Bilancio alla Camera dai relatori Brunetta e Baretta, partirà già il prossimo anno e sarà alimentato attraverso due distinti meccanismi. A maggio, con il Documento di economia e finanza (Def), saranno stimate la maggiori entrate di tipo strutturale apportate dalla lotta all’evasione del 2012 che potranno essere utilizzate per ridurre tasse su lavoro e imprese, anche sono previste integrazioni per allargare i benefici fiscali anche alle famiglie attraverso detrazioni e ritocchi all’Imu. A settembre, a seguito dell’aggiornamento del Def e di nuove stime, si potrà dirottare al Fondo anche l’eventuale calo degli interessi sul debito pubblico (Bot, Btp e Cct) pagati dallo Stato contenendo lo spread.
E, a proposito di fondi, un altro emendamento ha introdotto il “fondo Giavazzi”, dal nome dell’economista incaricato dal Governo per il riordino dei fondi per gli aiuti alle imprese. Con esso si finanzierà un bonus per la ricerca e lo sviluppo delle piccole e medie imprese sotto forma di credito d’imposta, mettendo in moto, al contempo, la tanto agognata riduzione del cuneo fiscale.

Il “nodo esodati”. L’Esecutivo ritiene sciolto anche il nodo esodati. Il relativo emendamento depositato in Commissione offre, secondo il capogruppo Pd Pierpaolo Baretta, “finalmente una copertura ampia e risolutiva per l’arco di tempo di competenza della legge di Stabilità”. “Con l’emendamento al ddl Stabilità che abbiamo depositato stasera il nodo degli esodati viene risolto non solo con i 100 milioni già previsti ma anche con i risparmi che si potranno ricavare dai 9 miliardi già stanziati per la platea dei primi 120mila salvaguardati”. “Viene così offerta finalmente una copertura ampia e risolutiva per l’arco di tempo di competenza della legge di Stabilità al delicato problema degli esodati. Noi relatori ci siamo assunti la responsabilità di chiudere una fase di discussione e di avviare finalmente la fase legislativa”. “Mi auguro, naturalmente, – ha concluso Baretta – che la Camera e il Governo condividano il testo”. Il documento fissa anche il termine del 30 settembre 2013 per effettuare un monitoraggio circa l’esigenza di ulteriori risorse, oltre a stabilire delle verifiche su base semestrale tra governo e parti sociali.

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