Il governo Renzi sta studiando una soluzione per il problema esodati – probabilmente si tratta di farli accedere alla pensione anticipatamente -, e per dare una risposta alle attese delle donne che vogliono continuare ad andare in pensione prima – e che finora avevano a disposizione l’opzione donna, ovvero la possibilità di andare in pensione a 57 anni con 35 anni di contributi .

Degli esodati in particolare se ne stanno occupando il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Ne hanno dato notizia i due ministeri con un comunicato congiunto. Su questo tema è stata creata una conferenza di servizio che raccoglie tecnici dei due ministeri e dell’Inps per “elaborare le informazioni necessarie per le valutazioni del Governo“.

Le misure che dovrebbero essere messe in atto dal governo Renzi non entreranno nella prossima legge di Stabilità, ma dovrebbero essere portate avanti durante il prossimo anno. La tendenza che sta emergendo all’interno dell’esecutivo è quella di prevedere delle soluzioni che siano comunque a somma zero – ovvero che non prevedano oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.

Tradotto in pratica dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – voler dire che per quanto riguarda l’opzione donna, il governo potrebbe mantenerla ma a condizione di aumentare l’età di uscita dal mondo del lavoro. Questa soluzione poi dovrebbe essere allargata anche ai cosiddetti esodati che sono ancora senza protezione.

Resta il problema sul modo in cui vengono effettuati i calcoli sulle coperture necessarie per le misure pensionistiche. Noi condividiamo il pensiero di Cesare Damiano quando afferma che “l’anticipo a 57 anni con 35 di contributi con il ricalcolo tutto contributivo dell’assegno non abbia bisogno di alcuna copertura“. Secondo Damiano dal “momento in cui l’aspettativa di vita delle donne è oltre gli ottant’anni queste lavoratrici percepiranno un assegno decurtato del 30% per più di 23 anni. Quindi nel lungo periodo non solo non ci saranno costi ma si produrranno dei risparmi. Noi non possiamo contabilizzare soltanto i costi“.