Per la questione esodati e per il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga, che rientrano nelle priorità da affrontare al più presto, “non possono essere assunti provvedimenti improvvisati”. Così Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, ha commentato due delle più spinose questioni del Paese durante il suo intervento alla presentazione del rapporto Ocse.
Siamo orientati a un rilancio della crescita sostenibile e proseguiamo con fermezza sulla strada delle riforme strutturali già iniziate. Queste riforme hanno anche un effetto di sostegno alla crescita, – ha rimarcato il neo-ministro – hanno un effetto sostanziale”.
Siamo in una fase – ha aggiunto – in cui è molto importante dare corso ad azioni di politica economica che ci vengono da più parti richieste”. L’esecutivo deve “proseguire con fermezza sulla strada delle riforme strutturali”, perché l’Italia, ha aggiunto Saccomanni, fa parte di quei “paesi che hanno dimostrato di saper mettere in campo politiche virtuose” e che per questo “possono godere di margini di flessibilità” nelle scelte di politica economica.
Il titolare delle Finanze ha poi insistito sull’importanza dell’eventuale uscita del Paese dalla procedura di disavanzo eccessivo, che dovrebbe arrivare “al massimo entro i primi di giugno”. L’uscita dalla procedura “sarebbe un indicatore cruciale al quale guardano i mercati e le agenzie di rating” e “metterebbe l’Italia nel gruppo ristretto dei paesi virtuosi, permetterebbe il contenimento dello spread e quindi la riduzione del costo del servizio del debito pubblico, con risultati positivi sull’attività delle banche e quindi sul costo del credito all’economia”.
Con l’uscita dalla procedura – ha concluso – si aprirebbe la possibilità di allentamento di vincoli come il patto stabilità interno” sbloccando “fondi per 12 miliardi che darebbero stimolo a investimenti produttivi”. “I cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari, che sono ancora da spendere per il periodo 2013 -2015, sono pari a 12 miliardi”, una somma da cui “potrebbe venire un forte stimolo agli investimenti produttivi”.

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