La dotazione finanziaria del fondo Salva Stati non è così rassicurante, nel senso che con i contanti racimolati dagli altri due fondi transitori precedenti e con i soldi che arrivano dagli stati, non si riescono poi a coprire tutte le spese. In parte dipende dalla vastità della crisi, in parte dal funzionamento del fondo. 

Chi ha promosso il fondo Salva Stati ci ha tenuto a specificare che si tratta di uno strumento per il mutuo soccorso dei paesi che nell’Eurozona hanno attraversato, sono o attraverseranno un momento di crisi. Il principio molto intuitivo alla base dell’ESM è che chi più ha, più versa e naturalmente, in cambio, ottiene un diritto di voto più consistente.

In alcuni articoli precedenti abbiamo parlato della provenienza dei soldi dell’ESM, del potere decisionale esercitato dagli stati, delle critiche mosse a questo strumento e dell’effetto leva che nel fondo salva stati non è assolutamente previsto.

Per questo non ci resta che fare i conti in tasca all’Europa.

L’ESM ha 80 miliardi di euro in contanti e poi un fondo di 620 miliardi di euro in garanzia. In realtà il fondo avrebbe la necessità di prestare ben 2 trilioni di euro, utili per calmare i mercati con l’argomento della solidità del Vecchio Continente.  Peccato che poi tutti i soldi “in più” dovrebbero essere forniti dagli Stati e c’è chi, come la Germania, ha già spiegato quali sono le disponibilità della nazione: non un euro in più.