Sicuramente il Fondo Salva Stati è una delle novità più importanti della settimana, sia dal punto di vista finanziario, sia dal punto di vista politico. Ma restano da chiarire ancora alcuni nodi che nella presentazione dello strumento sono stati trascurati. Per esempio: chi decide sull’ESM?Il Fondo Salva Stati è un fondo di garanzia da usare per i paesi che attraversano un momento di crisi. In parte, per costituire la base economica degli aiuti, sono stati usati i soldi dei due fondi provvisori precedenti.

Dopodiché ogni stato, in base alle proprie disponibilità, deve versare una quota proporzionale alle capacità economiche del paese e garantire altri soldi per il futuro. L’ESM, infatti, è uno strumento permanente. Viene immediatamente da pensare che chi ha versato più soldi nell’Eurozona, sia autorizzato a prendere le decisioni più importanti.

E’ proprio così? Sì! Mutuando un principio che è comune in Europa, il diritto di voto non è uguale per tutti gli stati ma è collegato ad una caratteristica. Nel caso dell’ESM, il diritto di voto negli organismi del fondo è ripartito in base alle quote versate dal proprio paese.

Saranno quindi eletti un Consiglio d’amministrazione e un direttore generale per gestire le attività del Fondo. Al governatore della BCE e al Commissario degli affari economici dell’UE, invece, è riservata una poltrona da “osservatori”, senza la facoltà di esprimere un voto.