Il Fondo Salva Stati è molto importante, se ne parla da tempo, visto che l’Europa, per fronteggiare la crisi del Vecchio Continente doveva dotarsi di uno strumento permanente di mutuo soccorso

Abbiamo analizzato in due articoli precedenti sia la questione economica del Fondo Salva Stati, sia il funzionamento. In pratica abbiamo provato a rispondere alle domande: da dove arrivano i soldi e chi decide come usarli?

Adesso proviamo a spiegare brevemente come funziona questo strumento e quali sono le maggiori critiche mosse all’ESM.

I prestiti del Fondo saranno concessi ai paesi che hanno difficoltà finanziarie, sia che si tratti di difficoltà nel pagamento dei loro conti, sia che si tratti di crisi della struttura finanziaria. I soldi sono concessi ma è necessario poi che ogni stato s’impegni ad adottare delle misure per risanare il bilancio e s’impegni a rispettare il trattato del Fiscal Compact.

Una critica mossa all’ESM sta nel fatto che il fondo non può sfruttare il cosiddetto “effetto leva”, non ha una licenza bancaria e questo vuol dire che sulla base della dotazione finanziaria del fondo, può aiutare i paesi attualmente in difficoltà come la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo ma non avrebbe soldi per salvare anche la Spagna ed eventualmente l’Italia se fossimo noi ad avvicinarci al default.