Da diversi mesi stiamo parlando del Fondo Salva Stati e l’abbiamo sempre presentato come uno strumento per evitare il baratro del default ai paesi in crisi. Una specie di ancora di salvataggio per le nazioni che non riescono proprio a reagire alla crisi. 

Adesso che il Fondo Salva Stati è una realtà, è necessario rispondere a qualche domanda, così per fare chiarezza e rendere l’interpretazione del panorama finanziario più snella.

Si sono riuniti a Lussemburgo tutti i ministri delle Finanze dei paesi della zona euro ed hanno sancito la nascita dell’European Stability Mechanism che avrà una base finanziaria di ben 500 miliardi di euro da offrire ai paesi in difficoltà.

Una caratteristica importante del fondo salva-stati è il suo essere uno strumento permanente d’aiuto. Una critica mossa a questo sistema è che la Germania non ha fornito al fondo le risorse necessarie per aiutare grandi economie in crisi come possono esserlo l’Italia o la Francia. In questo modo i mercati sono stati lasciati ancora nell’incertezza.

Ma da dove arrivano i soldi? In parte sono stati usati i soldi che erano confluiti nei fondi provvisori: l’EFSF e l’EFSM; altri fondi sono arrivati dai paesi aderenti all’ESM. Entro il 2014 dovranno essere racimolati dunque 80 miliardi di euro che vanno a sommarsi ai 620 miliardi garantiti dai paesi dell’Eurozona che contribuiscono in base alle disponibilità: la Germania verserà 21 miliardi di euro (garantendone altri 190), la Francia 20 (garantendone altri 142) e l’Italia 17 (garantendone altri 125).