L’Unione nazionale consumatori avrebbe denunciato un’anomalia che sarebbe avvenuta l’ultimo giorno utile per presentare la richiesta di esenzione del canone Rai. L’ultima data utile era appunto quella di ieri, 16 maggio 2016: i centralini della Rai e dell’Agenzia delle Entrate sarebbero stati intasati di telefonate perché non avrebbe funzionato la casella di posta pec per inoltrare il modulo di esenzione. A quanto pare le richieste sarebbero state talmente tante che il personale non sarebbe riuscito a gestirle.

Il fatto che i centralini della Rai e dell’Agenzia delle Entrate siano stati presi d’assalto, a detta del segretario dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona, sarebbe il sintomo più evidente che i cittadini non hanno ancora ben chiaro come si dovrebbe compilare il modulo per ottenere l’esenzione del canone Rai. Il disguido che si è creato nella giornata del 16 maggio, avrebbe aggiunto Dona, potrebbe comportare la conseguenza che alcuni contribuenti si ritrovino a pagare due canoni Rai sulla bolletta della luce oppure a pagare cinquanta euro in più per aver inviato la dichiarazione oltre i termini consentiti.

Anche un lettore de Il Fatto Quotidiano avrebbe denunciato un presunto disguido, affermando e portando a sostegno degli screenshot, che la casella di posta certificata per inviare il modulo di esenzione del canone Rai non avrebbe funzionato perché piena. Lo stesso lettore avrebbe denunciato anche il fatto che l’invio attraverso Pec non sia stato pubblicizzato molto dalla Rai e che lo stesso metodo avrebbe previsto la firma digitale (al contrario della raccomandata, non sottoposta a vincoli di autenticazioni).