Per tutti i maturandi, o meglio per i loro genitori, le ripetizioni, l’acquisto di vocabolari, “temari”, app per studiare e contributi scolastici non dovuti, il conto quest’anno previsto per la scuola potrà arrivare fino a 500 euro.

Il pesante bilancio emerge da una ricerca di Skuola.net svolta lo scorso mese, alla quale hanno partecipato circa 1.500 maturandi. Un conto ancora più salato per i privatisti, che in alcune scuole statali italiane pagano cifre superiori ai 200 euro per il contributo scolastico.

La maggioranza della spesa va nelle ripetizioni private: stando ai dati, un maturando su tre si affida alle lezioni individuali per migliorare la sua preparazione. Al costo medio di 33 euro (dato Codacons 2011), per quel 9% che ne prenderà oltre 6 ore, stiamo parlando di una spesa di almeno 200 euro. Si sale fino a 400 euro per chi si rivolgerà alle lezioni private per più di 12 ore.

A ricorrere alle ripetizioni non sono solo gli studenti che hanno un debito da recuperare, ovvero il 40% dei partecipanti alla ricerca ma anche chi galleggia appena sopra la sufficienza.

Anche l’acquisto di strumenti finalizzati a migliorare la preparazione come i classici bignami e temari, fino alle app per smartphone, ma anche nuovi vocabolari, saranno motivo di spesa in questo periodo d’esami (foto by InfoPhoto).

Dall’indagine è emersa anche un’altra novità: il contributo, non previsto dalla normativa se non in forma volontaria, da versare direttamente nelle casse delle scuole. Circa un terzo degli studenti intervistati ha versato per il contributo fino a 30 euro, mentre uno su quattro ha superato questo importo.

Da non dimenticare poi i contributi volontari record che alcune scuole statali richiedono ai privatisti: tra esami preliminari e Maturità al Niccolò Braucci di Caivano (NA) servono 280 euro, 250 al Natta come anche al Feltrinelli di Milano, sempre a Milano si chiedono 300 euro al Liceo Agnesi (di cui 100 di cauzione), 250 al Vendramin Corner di Venezia, 160 al Piaget di Roma e via dicendo.

“Sommando tutte queste voci di spesa, uno studente può ritrovarsi a spendere una cifra stimabile intorno ai 500 euro. Inoltre – dichiara Daniele Grassucci, Responsabile delle Relazioni Esterne del portale – non dobbiamo dimenticare lo scandalo di cui si macchiano alcuni istituti, che richiedono ai privatisti cifre ben superiori ai 200 euro per sostenere l’esame quando lo Stato, per norma, impone solo un risarcimento di eventuali spese di materiali se le prove di Maturità contemplano esercitazioni pratiche”.