Il settore delle telecomunicazioni è decisamente in crisi, lo dicono le ultime notizie che arrivano dal mondo del lavoro e parlando di oltre 300 persone che una grossa azienda come al Ericsson ha deciso di mettere in mobilità per difficoltà finanziarie contingenti. 

La Ericsson, fino a qualche mese fa, era considerata una delle aziende più floride del settore delle telecomunicazioni, perché – vista l’agenda digitale degli italiani – è chiamata ad occuparsi dello sviluppo di nuovi network.

Eppure sembra che i progetti futuri non siano un deterrente per i capi dell’azienda che devono fronteggiare la riduzione dei margini di guadagno dovuta alla concorrenza sfrenata che arriva dall’Asia. Il riferimento delle note ufficiali non è mai esplicito ma gli analisti ritengono che l’azienda svedese sia ossessionata dalle capacità produttive della Huawei.

Di tutta questa situazione faranno le spese circa 374 lavoratori che saranno messi in mobilità. Non si smantella nessuna sede, chiaramente ma si va a pescare in venti sedi sparse nel nostro territorio e si spazia in 14 o anche 15 aree di competenza diverse.

Adesso resta soltanto da sciogliere il nodo di “chi sono questi esuberi“? Il fatto è che nel 2011, quindi appena un anno fa, la Vodafone, con una cessione del ramo d’azienda, trasferiva 335 addetti alla Ericsson. Queste persone sono tutelate da un accordo sindacale e quindi non dovrebbero andare in mobilità, ma qualcuno in Ericsson la pensa diversamente.