Nei primi sei mesi del 2014, Equitalia ha recuperato 3,7 miliardi di euro tra tasse, imposte e sanzioni. Lo ha comunicato la stessa società di riscossione all’Ansa. Sono state 2,3 milioni le richieste di pagamento a rate delle cartelle esattoriali, per un totale di 25,6 miliardi di euro circa. Questi sono i dati più importanti, aggiornati al 30 giugno 2014.

Equitalia fa da società di riscossione per numerosi enti pubblici, tra cui l’Agenzia delle Entrate, i Comuni e l’Inps. Il dato è in linea con quello del primo semestre 2013. Resta altissima la cifra  che gli italiani ancora devono al Fisco: 475 miliardi di euro. Di cui 334 originati da accertamenti e 132 da liquidazione delle dichiarazioni fiscali. Questi ultimi numeri arrivano dalla risposta del ministero dell’Economia a un’interrogazione parlamentare presentata da Giovanni Paglia, di Sel, alla commissione Finanze della Camera.

Guardando le singole regioni, è la Lombardia davanti a tutti, con 113 miliardi ancora da pagare al Fisco, quindi il Lazio (89), la Campania (51) e l’Emilia Romagna (45). Sui 334 miliardi di crediti esigibili dallo Stato e originati da accertamenti, circa 135 miliardi derivano da imposte e 173 da sanzioni, 26 miliardi da interessi. Dei 132 miliardi originati dalla liquidazione delle dichiarazioni fiscali, 88 miliardi sono originati da imposte, 32 da sanzioni e 11 da interessi.

La cifra di 475 miliardi è comunque sensibilmente inferiore ai 620 stimati di recente. Solo 121 risultano inesigibili perché si tratta di crediti dichiarati all’Erario da società estinte, persone decedute o società fallite. Dal 2006 a oggi, Equitalia ha fatto rientrare circa 59 miliardi di euro, per una media di otto all’anno.