L’ospedale San Raffaele è andato in bancarotta e dopo una prima indagine sui conti sostenuti dalla struttura sanitaria, era stato scoperto un giro di fondi che coinvolgeva parecchi esponenti politici, compreso il governatore lombardo Formigoni

In questi giorni sembra arrivato al capolinea tutto il discorso giudiziario che coinvolge l’ospedale San Raffaele. Il faccendiere Pierangelo Daccò, infatti, è stato condannato con rito abbreviato a ben 10 anni di carcere.

Sulla sua testa pendevano le accuse per i reati di associazione per delinquere, bancarotta e tutta un’altra serie di reati “d’ufficio” che possono essere in qualche modo collegati alla crisi finanziaria della struttura ospedaliera.

Come si è giunti alla condanna per Daccò, allo stesso modo è stato assolto un altro personaggio coinvolto nell’indagine, Andrea Bezziccheri. A deciderlo è stato il tribunale di Milano. Il giudice, Maria Cristina Mannocci, ha anche parlato di “pena pecuniaria”.

A Pierangelo Daccò, infatti, è chiesta una provvisionale di 5 milioni di euro. Questa somma dovrà essere versata alle parte civili. Si dovranno sedere attorno ad un tavolino i commissari e gli esponenti della Fondazione San Raffaele, per un concordato preventivo.

All’inizio il risarcimento, quello chiesto dall’avvocato della parte civile dell’inchiesta, era fissato a 10 milioni di euro. Daccò, in questo momento, deve ancora essere processato nell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione.