Nel periodo più concitato per la politica italiana, dovuto al varo della manovra economica, si insiste sulla necessità per lo stato italiano di tagliare i costi ma anche di incrementare le entrate.

Questo secondo scenario sembra essere plausibile e descritto nell’ultimo bollettino del MEF.

Oltre a Bankitalia, anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, periodicamente, redige dei bollettini che fotografano la situazione dei conti nel Belpaese.

L’annuncio dell’ultimo bollettino del MEF dà fiducia ai mercati e ai risparmiatori, parlando di livelli pre-crisi per le entrate.

Nel dettaglio è preso il considerazione il periodo gennaio-maggio 2011. Il livello delle entrate, in questo periodo, sembra tornato ai livelli tendenziali precedenti alla crisi. Nelle casse dello stato sono finiti circa 146 milioni di euro, che vuol dire una crescita pari al 5,1%.

Spaccando il dato relativo al gettito, si evidenzia la tenuta delle entrate tributarie, collegate anche a fattori congiunturali. Nel resto d’Europa, infatti, le entrate tributarie oscillano tra il 5 e il 6 per cento.

Per spiegare il dato c’è da considerare anche l’aumento delle imposte dirette che salgono del 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo d’analisi (gennaio-maggio) dell’anno precedente (2010).

Le imposte indirette, invece, aumentano ancora di più stabilendosi al 5,7%. Questi indici, portano nelle casse dello Stato, rispettivamente 3.149 e 3.904 milioni di euro in più rispetto al 2010.