Audizione alla Camera del ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Cosa ne è uscito? Da una parte la conferma di cose che sapevamo già: non ci sarà nessuna modifica della riforma Fornero perché non ci sono i soldi: “Le proposte di legge sulla flessibilizzazione dell’eta pensionabile avrebbero il prevedibile effetto di aumentare consistentemente il numero di pensioni dal 2014, determinando un onere di diversi miliardi di euro l’anno”.

Per questo “il governo sta valutando soluzioni diverse da quelle proposte dai singoli parlamentari. Una soluzione finanziariamente sostenibile potrebbe anche consentire ad alcune categorie di esodati e anche a chi ha perso il lavoro dopo il 31 dicembre 2011 di trovare una soluzione a regime”. Toglietevi però dalla testa l’idea che “il governo intenda fare una controriforma delle pensioni“.

Il ministro del Lavoro ha anche annunciato che il blocco alla rivalutazione delle pensioni rimarrà solo per gli importi superiori ai 3.000 euro al mese, mentre sarà al 75% per le pensioni tra i 2.500 ed i 3.000 euro, al 90% per le pensioni comprese tra i 1.500 ed i 2.500 euro, e pieno per gli assegni al di sotto dei millecinquecento euro – qualche giorno fa però Enrico Giovannini diceva il contrario.

Per quanto riguarda gli esodati, sono stati destinati complessivamente 10,4 miliardi di euro: la quarta salvaguardia – predisposta dal governo Letta – riguarda 6.500 esodati – su un totale di 130.000. Ultimo pensiero per ”chi ha avuto un’entrata ritardata nel mondo del lavoro o una carriera discontinua”: si rischia “una situazione insostenibile per i pensionati di domani”. Occorre pensare a “meccanismi di accumulo dei contributi in tutta la vita lavorativa più flessibili possibile” per aumentare il montante pensionistico.

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