Il cane a sei zampe schizza nel terzo trimestre dell’anno. Si attendevano i conti dell’azienda impegnata  anche sul territorio libico. I risultati sono meglio del previsto.Il petrolio e la questione energetica sono tematiche sempre presenti nell’agenda economica degli stati. Basti pensare che l’aumento delle accise sulla benzina sono interventi frequenti che alleggeriscono il portafoglio dei contribuenti.

In alcuni casi, però dal settore energetico e petrolifero arrivano buone notizie. È il caso dell’Eni che diversamente da quanto previsto, nel terzo trimestre fa registrare ottime perfomance.

L’utile netto nell’ultimo periodo di rilevazione è di 1,7 miliardi di euro mentre si pensava che non superasse la soglia dell’1,42 miliardi di euro.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno 2010 si rileva una crescita del 7 per cento. L’azienda ha reagito cioè prontamente, a suon di risultati, alle aspre misure governative quali la Robin Tax e l’incremento dell’Ires.

L’utile operativo è stato anch’esso ritoccato al rialzo. Si parla di 4,6 miliardi di euro conto i 4,22 miliardi di euro attesi.

Questi dati vanno considerati anche in relazione alla produzione giornaliera di barili di petrolio che si attesta a quota 1,47 milioni. Un dato in calo del 13 per cento anche in conseguenza della crisi libica.

La debolezza della domanda e la competizione con altre aziende influiscono invece sull’andamento negativo della Gas&Power.