Se la crisi economica è generalizzata ci sono almeno due eccezioni che confermano la regola e sono l’Eni e Interpump. Dell’azienda emiliana abbiamo già parlato spiegando che mantiene una posizione leader nel suo settore di mercato a livello mondiale. Abbiamo osservato come un’azienda come la Interpump che si occupa di pompe a pistoni e non solo sia riuscita a crescere molto in un anno considerato “critico” per le aziende, il 2011.

Anche l’Eni, nonostante la guerra in Libia, ha chiuso i bilanci dell’anno scorso in positivo, anzi si può dire in crescita. L’utile netto è stato di 6,89 miliardi di euro, un +9% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo adjusted è stato di 17,97 miliardi di euro che equivalgono al +4%.

L’Eni ha stilato un preconsuntivo e un bilancio relativo al quarto trimestre dell’anno. L’utile è cresciuto molto, il 141% raggiungendo quota 1,32 miliardi tanto che si parla di una proposta di dividendi da distribuire agli azionisti: 1,04 euro ad azione.

Un’altra notizia positiva riguarda l’indebitamento finanziario netto che ammonta a 28,032 miliardi al 31 dicembre del 2011. Rispetto al 30 settembre, quindi al trimestre precedente, c’è stata una flessione di 241 milioni.

Questi dati sono rilevati mentre la produzione annuale di idrocarburi scende del 13% con punte del 14 per cento nel solo mese di dicembre.

Per quanto riguarda il 2012 si prevede una produzione in crescita.