E’ stato approvato il decreto sviluppo e con esso il finanziamento per le aziende di produzione ed erogazione che in parte tolgono fondi a chi si occupa di energie rinnovabili. E i patti fatti con l’Europa. Ecco la situazione che si è delineata nel nostro paese. 

Venerdì scorso è stato approvato il decreto sviluppo che aveva fatto discutere e continua a far discutere il settore energetico dove si contrappongono le aziende che producono energie rinnovabili e quelle, come l’ENEL, che al contrario rientrano nella categoria delle aziende di produzione ed erogazione.

Questo secondo insieme è composto dalle aziende che in parte distribuiscono energia “fatta in casa” e in parte distribuiscono energia importata. Il tutto con un sovrapprezzo che va ad intaccare direttamente il portafoglio dei consumatori.

Ma qual è il pomo della discordia? Sembra essere proprio il fondo che i governi hanno destinato alle aziende come l’ENEL perché le risorse economiche non dovevano essere assegnate prima del 2017.

Un atto di questo tipo, dunque, mette in seria difficoltà le aziende che si occupano di energia rinnovabile, proprio adesso che – come spiega bene il Financial Times – tutta l’Italia ed in particolare le regioni meridionali, riuscivano a soddisfare la gran parte del fabbisogno energetico attraverso il fotovoltaico, l’eolico e lo sfruttamento dell’idrogeno.