Russia e America Latina sostengono i conti di Enel

Il Sud America e la Russia sostengono i conti di Enel che riesce a contenere il calo degli utili, presentando una trimestrale migliore delle attese indicate in precedenza dal management. Nei primi tre mesi del 2012 i profitti del colosso elettrico guidato da Fulvio Conti si sono attestati a 1,18 miliardi di euro, in calo dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una flessione limitata grazie all’apporto dei 185 milioni di plusvalenza derivanti dalla cessione del 5,1% di Terna che ha compensato l’impatto negativo della Robin Tax, pari a 90 milioni di euro nel trimestre. Oltre alla vendita dell’ultimo pacchetto azionario detenuto in Terna, Enel ha sfruttato la domanda in Russia (+2,8%) e in America Latina (+6%).

Tornando al conto economico, i ricavi hanno mostrato una crescita dell’8,5% a 21,19 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo è sceso del 2,2% a 4,3 miliardi di euro. Il debito, ovvero una delle voci più monitorate dagli analisti quando si parla di Enel, è aumentato a 45,6 miliardi di euro dai 44,6 miliardi di fine 2011. L’incremento è da considerarsi però stagionale e i vertici del gruppo hanno confermato l’obiettivo di portare l’indebitamento a 43 miliardi di euro a fine 2012 e a 30 miliardi di euro nel 2016.

Confermati anche gli altri obiettivi per l’esercizio in corso: l’Ebitda è previsto a 16,5 miliardi di euro, mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi a 3,4 miliardi. “Alziamo le stime di utile per azione del 2012 del 2% e del 2013 del 3% per via principalmente del rialzo sulle stime di Endesa LatAm”, è il commento degli analisti di Intermonte che hanno alzato la raccomandazione sul titolo Enel a outperform con target price confermato a 3 euro. Titolo che in Borsa resiste alle vendite strappando un rialzo dello 0,30% a 2,488 euro.