L’emergenza casa non si arresta. Anzi, sta aumentando sempre di più e inizia ad assumere “dimensioni preoccupanti per la tenuta sociale del nostro paese”. Lo sostiene uno studio dell’Ufficio Politiche abitative della Cifl nazionale e del Sunia (Sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari), diffuso a pochi giorni dalle comunicazioni del ministero dell’Interno sulle procedure di sfratto relative all’anno 2015.

L’analisi ha messo in luce come il 90% dei provvedimenti di sfratto emessi in Italia l’anno scorso sono stati motivati da morosità, “segno inequivocabile che i redditi da lavoro e da pensione, per una quota sempre maggiore di famiglie colpite dalla crisi, non sono sufficienti per affrontare le spese dell’abitazione, con costi al limite della sostenibilità economica“. In altre parole, i soldi sono talmente pochi che non bastano nemmeno per la casa. Parallelamente, sono in aumento “le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale Giudiziario, che costituiscono l’elemento più preoccupante dell’emergenza sfratti“, dal momento che gli enti locali non sono in grado di assorbire l’intera domanda di sistemazione.

E lo Stato che fa? Poco o nulla, secondo lo studio, anzi forse peggiora le cose. “A fronte di un impoverimento sempre maggiore, di un aumento delle disuguaglianze e di un’accentuazione del disagio abitativo e dell’esclusione sociale, non si adottano i provvedimenti adeguati, basti pensare all’all’azzeramento del Fondo di sostegno all’affitto“.

I dati sugli sfratti 2015 pubblicati dal Ministero dell’Interno fanno ancora una volta emergere, confermandone l’assoluta gravità, il fenomeno degli sfratti per morosità“, ha commentato Giuseppe Falzarano, segretario del Sunia per la provincia di Benevento. “Ormai oltre la soglia del 90% delle sentenze è provocata, senza alcun dubbio, dal grave disagio sociale delle famiglie e dall’assenza di politiche di reale sostegno e protezione dell’inquilino”. 

Di tutt’altro avviso Confedilizia, secondo cui dagli ultimi dati del Ministero dell’interno risulta che nel 2015 sono diminuiti sia i provvedimenti di sfratto emessi, -16,58% rispetto al 2014 con una riduzione di quasi 13.000 unità, sia gli sfratti eseguiti, -10,44% quasi 4.000 in meno rispetto all’anno precedente, precisando che ad essere in calo sono soprattutto gli sfratti per morosità, che sono scesi di oltre 12.000 unità, -18%, raggiungendo una quota che non si toccava da quattro anni.