Non bastano le difficoltà dei leader mondiali nel trovare una soluzione al debito e all’economia di paesi strutturalmente in crisi.

Numerosi episodi aggiungono benzina sul fuoco di agosto e alla naturale flessione estiva degli indici si aggiunge il panico che scatena le vendite.

Una conference call d’emergenza del G7 e una riunione convocata all’ultimo minuto dei viceministri del G20, fa sì che le borse aprano i battenti di questa settimana, con un’ansia da prestazione inaudita.

La crisi dell’Italia e della Spagna sembra aver guadagnato tempo dopo la decisione della BCE di acquistare i titoli di questi due paesi sul mercato secondario.

Una decisione che va in direzione opposta rispetto a quanto dichiarato da Trichet. L’effetto sui listini europei è immediato, ma non va meglio per un’altra grande economia in crisi, quella americana, dove il taglio del rating da S&P’s aggrava la situazione.

Intanto il New York Times si concentra sui guai dell’Italia e spiega che per salvare il nostro paese ci vorranno 1400 miliardi.

A reagire piuttosto male a tutta questa instabilità sono anche le borse asiatiche che aprono prima di tutti e aprono in picchiata.

Tokyo, per deprezzare lo yen aveva acquistato un bel po’ di dollari, ma la manovra non è stata apprezzata dagli investitori, che a fronte di un calo del 2,18% della borsa di Tokyo, privilegiano ancora una volta i beni di rifugio.

L’oro, ancora una volta, raggiunge un traguardo record e fa segnare un prezzo per oncia di 1700 dollari. Petrolio e altre materie prime cedono il 3% per paura del rallentamento della crescita economica.