Trenta milioni di capitalizzazione bruciati in Borsa in soli cinque minuti e altri venti di potenziali mancati introiti: l’eliminazione dalla Champions League sarebbe costata alla Juve almeno 50 milioni di euro.
Il gol dell’ex trequartista dell’Inter Wesley Sneijder a 5 minuti dalla fine della sfida-spareggio tra i bianconeri e il Galatasaray ha segnato dunque, sottolinea un articolo di Repubblica, un dramma non solo sportivo, il mancato passaggio del turno di Champions dopo una partita pressoché tranquilla, ma anche finanziario.

La sorprendente eliminazione della Juventus ha infatti decretato mancati incassi, tra premi, diritti vari e vendite biglietti, e ipotizzando la squadra almeno fino alle semifinali, per circa 20 milioni di euro (una somma che a fine anno avrebbe potuto sancire un bilancio anche in utile per una società dalle caratteristiche finanziarie come quella bianconera), mentre lo scenario negativo delineatosi con il gol dell’estroso centrocampista del Galatasaray ha scatenato un flusso di vendite sul titolo, nei soli cinque minuti successivi alla rete, pari a quasi 30 milioni di euro di capitalizzazione.

Un fenomeno, quest’ultimo, tipicamente legato all’operatività di quei piccoli azionisti, trader e speculatori che si muovono su un titolo in prossimità di un evento (il passaggio del turno, nel caso della partita di Istanbul) che possa provocare una sua immediata rivalutazione, così da monetizzare l’investimento effettuato (rivendendolo) in un brevissimo lasso di tempo.
L’articolo evidenzia infatti che il titolo della Juventus, durante la partita, è rimasto a lungo stabile, per superare quota 0,25 euro a 10 minuti dalla fine, quando la qualificazione al turno successivo sembrava ormai scontata, e crollare poi verso il prezzo di 0,22 euro con la realizzazione di Snaijder.

Interessante, infine, l’analisi della decisione Uefa di recuperare la partita in pieno giorno e a mercati aperti: una scelta che, spiega l’articolo, ha indubbiamente penalizzato i piccoli azionisti, visto che il passaggio del turno di Champions per una squadra (ed una società) quotata in Borsa è una notizia price-sensitive e i risparmiatori che investono nel mondo del calcio dovrebbero ricevere le stesse garanzie di quelli che operano in altri settori, dove (nonostante la forte asimmetria informativa ancora presente tra i vari operatori) i risultati ufficiali sono diramati sempre a contrattazioni chiuse, così da limitare l’impatto del sentiment (e dei flussi speculativi di brevissimo periodo che ne derivano) sull’andamento medio del prezzo del titolo.

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