Tempo di crisi anche per i partiti, che a fronte di una drastica riduzione del budget per la campagna elettorale stanno sempre più insistendo sulla comunicazione tv e radio, oltre che su web e social network.
Pdl e Fratelli d’Italia, per diversi aspetti, parlano infatti di cifre “pari allo zero”, come sottolineato la scorsa settimana da Ignazio Abrignani, responsabile del settore elettorale del partito dell’ex premier Berlusconi, e da Pierfrancesco Gamba, tesoriere della nuova compagine messa in piedi dagli ex piediellini Crosetto, Meloni e La Russa.
I candidati PdL, ha ricordato Abrignani, hanno a disposizione circa 100mila euro a testa, somma suddivisa tra i 52mila in arrivo dal partito e i restanti 48mila circa ottenuti dai calcoli sul numero degli abitanti del collegio di appartenenza. Con la riforma della legge sui rimborsi elettorali la direzione ha stimato una perdita di circa 20 milioni di euro, aspetto questo che renderebbe impossibile replicare la sontuosa campagna del 2008, durante la quale sono stati spesi 68 milioni di euro. Si comprende il perché, dunque, sia stato anche creato un conto corrente per le donazioni da parte dei sostenitori, a cui si sommano i tagli e una politica di rientro dei soldi del partito da parte di quei parlamentari e consiglieri regionali morosi rispetto al versamento della loro quota. Lo staff elettorale, inoltre, assicura che non ci sia alcun aiuto da parte di Silvio Berlusconi attraverso il ricorso a fidejussioni personali.

Una campagna elettorale a “zero euro” anche per Fratelli d’Italia: il partito è stato fondato da troppo poco tempo per poter avere a disposizione fondi specifici, come ha detto chiaramente Guido Crosetto, co-fondatore con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, che smentisce qualsiasi legame economico con il Pdl. I soldi arriveranno, dunque, dalla garanzia sulle fideiussioni bancarie che hanno richiesto i fondatori alle banche e soprattutto dai contributi volontari dei candidati: ai capilista, ricorda il tesoriere Pierfrancesco Gamba, è stato chiesto un versamento di 50mila euro per il finanziamento della campagna a livello locale e nazionale e tutti i finanziamenti raccolti saranno versati sul conto corrente del partito con un rendiconto online. Sul sito ufficiale, inoltre, è anche possibile fare donazioni con evidenza del proprio nominativo e della quota versata.

Austerity anche per La Destra di Francesco Storace, specie rispetto alle precedenti politiche del 2008 quando come Fiamma Tricolore ha gestito un budget di 2,2 milioni di euro. Correndo da solo, il partito di Storace ha preventivato una spesa di circa 1,6 milioni di euro per la campagna nazionale, di cui un milione, ha spiegato il tesoriere Livio Proietti, è per le affissioni di manifesti anche sui mezzi di trasporto, mentre 600mila euro per la pubblicità sul web e sulle tv locali. Per la corsa al Parlamento i capilista hanno fatto ricorso all’autofinanziamento, cui si aggiungono contributi privati che saranno resi noti su internet. Per la corsa di Storace alla guida della Regione Lazio, invece, è stata creata una lista a sostegno del candidato che si occuperà di reperire fondi con eventi molto lontani, fanno sapere dalla direzione, dalle festicciole che hanno contraddistinto la tanto chiacchierata  precedente tornata elettorale. Manca ancora, per il momento, un sostegno economico alla candidatura alla Regione da parte del PdL.

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