La Camera di misura al centrosinistra, ma al Senato sembra davvero difficile che possa formarsi una maggioranza.
Di fronte al risultato elettorale più temuto dai mercati finanziari, che certifica l’ingovernabilità del Paese, a Piazza Affari le attese per l’apertura di stamane sono del tutto negative.
Ieri, dopo un primo momento di euforia alla chiusura dei seggi, quando gli exit poll sembravano indicare una maggioranza alquanto solida per il centrosinistra guidato da Pier Luigi Bersani, con lo spread Btp-Bund sceso di nuovo in area 250 punti base e l’Ftse Mib anche a +4%, Milano in chiusura ha annientato l’intero guadagno della giornata di borsa e il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e i bund tedeschi è tornato ad allargarsi di pari passo con le proiezioni sui dati reali, terminando la seduta a 283 punti base, poco sotto i livelli registrati venerdì scorso.
È il risultato peggiore per il mercato: vuol dire che metà del Paese non ne può più della vecchia politica, e si rischia di andare a nuove elezioni e a un cambiamento politico molto doloroso”, ha dichiarato a Reuters da Londra lo strategist di Citigroup Alessandro Tentori. “Se dovesse essere questo il risultato, non vedo come i Btp possano evitare di perdere terreno domani”, ha avvertito Tentori, aggiungendo che “in questo contesto di nervosismo e incertezza il Tesoro potrebbe faticare non poco a piazzare il nuovo decennale”.

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