L’esito delle elezioni politiche in Italia affonda Piazza Affari e le altre Borse europee e riaccende le tensioni sullo spread e sull’euro.
Ieri a fine seduta l’indice Ftse Mib ha bruciato  il 4,89% scendendo a 15.552,20 punti.
Il tonfo di Milano e la corsa dello spread, che ha sfiorato quota 350 punti base, hanno contagiato fin dalle prime contrattazioni anche le altre Borse europee.
L’indice Stoxx 600, il paniere dei principali titoli europei, ha perso l’1,3% (vale a dire che circa 100 miliardi di capitalizzazione sono andati in fumo) mentre l’euro si è deprezzato per l’intera giornata fino a toccare in chiusura quota 1,3050.

Notevole a Piazza Affari la caduta dei titoli bancari, i più esposti ai nostri titoli di Stato, tanto che la Consob ha imposto il divieto di vendite allo scoperto su Intesa Sanpaolo e Banca Carige (nonostante l’annuncio del rafforzamento patrimoniale da 800 milioni di euro) fino alla chiusura dell’odierna giornata di borsa. In terreno fortemente negativo, comunque, anche gli assicurativi e i titoli delle principali aziende del Paese (solo Pirelli in positivo).

A spaventare mercati, bancari e altri titoli finanziari è soprattutto la nuova corsa dello spread, termometro della crisi in Italia. Il differenziale tra Btp decennale e Bund ha chiuso a quota 345 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 4,89%, il livello massimo dai primi di dicembre, quando lo spread aveva raggiunto un picco a 350 punti base.
Ed anche per oggi analisti e broker prevedono nuovi ribassi sui mercati e nuove pressioni sui titoli di Stato, con l’asta dei Btp decennali (in programma proprio oggi) che diventa un test importante per la tenuta del Paese.

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