Spese ridotte di un terzo e web al centro della campagna elettorale: questa la strategia del Pd per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
Il budget stabilito dal principale partito del centro-sinistra è di 6,5 milioni di euro, cifra non di certo irrisoria ma davvero contenuta se si pensa che alle politiche del 2008 per la campagna elettorale ci sono voluti 18 milioni e 866mila euro. E’ stata la stessa direzione a fissare il tetto massimo, Bersani su tutti, anche se per legge si sarebbe potuti arrivare a una spesa di 96 milioni di euro. Lo stesso segretario, durante le primarie di dicembre, aveva ribadito l’importanza del finanziamento pubblico e le responsabilità che la sua gestione implicano, specie in un periodo di recessione come questo, con il partito che ha pubblicato online il consuntivo delle spese, voce per voce, anche per combattere, sottolineano dalla direzione, l’odioso accostamento ormai consolidato nell’immaginario collettivo “politici-soldi pubblici-sprechi-ruberie”.
Per Antonio Misiani, tesoriere Pd, il taglio dei rimborsi elettorali sulla carta è pari al 50%, ma può arrivare in realtà anche al 70%. Il Pd dispone, in realtà, anche dei fondi raccolti con le primarie, tra i 7 e gli 8 milioni di euro se si considerano i due euro versati da ogni elettore: introiti, fanno sapere dal quartier generale, che sono tuttavia rimasti quasi tutti sul territorio, con il Pd nazionale che ha preso circa 1,5 milioni di euro, insufficienti a coprire le spese delle stesse primarie. Come anticipato, il Pd punta principalmente su web e comunicazione: circa il 20% del budget è destinato, infatti, alla Rete, seguita da radio, tv, stampa e affissioni.

Quasi un milione di euro per il Sel di Nichi Vendola, una somma derivante dalla cessione anticipata dei rimborsi elettorali alle banche e dai contributi dei sostenitori e degli eletti. A spiegarlo Sergio Boccadutri, tesoriere del partito, che cita anche i residui dei rimborsi elettorali delle regionali del 2010, circa 530mila euro, dati in garanzia alle banche per avere soldi da spendere ora. Il passaggio per gli istituti di credito si è reso necessario in quanto si tratta delle rate del 2013 e 2014, mentre il resto arriverà dai tesserati, 410mila euro raccolti lo scorso anno, e dai consiglieri regionali, 370mila euro, come certificato sul sito di Sel. Le risorse maggiori arrivano però dall’autofinanziamento ed è per questo che ogni voce di spesa è monitorata con contabilità certificata: la situazione contabile del 2012, ricordano dalla direzione del partito, sarà chiusa il 31 dicembre 2013 in modo da poter imputare le risorse verso la campagna elettorale e si punterà soprattutto alla comunicazione sui media nazionali, con la consulenza di agenzie esterne, e a incontri ed eventi sul territorio, grazie ai comitati locali.

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