Non è Mario Monti l’uomo giusto per guidare l’Italia. A pochi giorni dalle elezioni 2013, l’autorevole quotidiano britannico pubblica un commento di Wolfgang Münchau, che afferma: “Monti ha promesso riforme e ha finito per alzare le tasse. Il suo governo ha tentato di inserire riforme strutturali, che però sono state annacquate fino a non avere rilevanza macroeconomica. Sostiene di aver salvato l’Italia dal baratro – o meglio, da Silvio Berlusconi – ma gli italiani sanno che il calo dello spread è merito di un altro Mario, Draghi, il presidente della Bce”.

Se Monti non è adatto, non lo è nemmeno Berlusconi, almeno al momento, nonostante i consensi in crescita. “Lo conosciamo fin troppo bene”, commenta l’FT. “Per essere credibile dovrebbe elaborare un programma definito nei dettagli. Ma quel che abbiamo adesso sono solo interventi televisivi”.
Secondo Munchau, pare avere maggiori chances Pierluigi Bersani, in una posizione migliore per allearsi con il presidente francese Hollande e avere un ruolo importante nei bilanciamenti di potere all’interno dell’Ue.

A giudicare dagli ultimi sondaggi, comunque, l’esito elettorale più probabile secondo l’editorialista dell’FT è un’alleanza, probabilmente tra Bersani e Monti, con una maggioranza di centro-destra al Senato. Una situazione che distribuirà il potere di veto in modo tale che approvare politiche coerenti sarà pressoché impossibile. “In questo caso l’Italia continuerà a far finta di aver scelto di restare nell’euro, ma senza creare le condizioni perché la membership sia sostenibile”, continua caustico l’FT. “Intanto un consenso politico anti-euro emergerà e potrebbe portare alla crisi politica e a nuove elezioni”.

Il FT delinea sostanzialmente tre opzioni per l’Italia in quanto Paese della periferia sud dell’Eurozona: prima, restare nell’Euro e assumersi l’onere dell’aggiustamento dei parametri fiscali ed economici (inflazione e costo unitario del lavoro). La seconda, restare nell’Euro trovando un accordo con le nazioni creditrici. La terza, lasciare l’Euro.