Dopo la replica di Mario Monti al Financial Times, il quotidiano inglese corregge il tiro. Il premier italiano uscente non ha fatto attendere la propria risposta al salace commento di Wolfgang Munchau, che non riteneva il Professore “l’uomo giusto per guidare l’Italia”. Monti ha subito scritto al quotidiano replicando che l’aumento delle tasse, di cui il commento dell’Ft lo accusava come della peggiore trasgressione alle promesse di crescita, era un “imperativo” per la situazione nella quale l’Italia si trovava nel 2011, e aggiunge che, viste le condizioni di scarso tempo e mancanza di maggioranza parlamentare, quanto fatto in termini di riduzione di inflazione e creazione di posti di lavoro è “senza precedenti”, e che l’ingresso in politica del professore è motivato dalla non volontà di far tornare indietro l’Italia rispetto alla strada intrapresa.

Immediata la risposta del Financial Times, che oggi pubblica un articolo a pagina 8 dai toni molto più pacati, almeno nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio italiano. Sulle colonne del quotidiano britannico si legge che il risultato delle elezioni 2013 per l’Italia avrà conseguenze profonde da cui dipenderà la sorte di tutta l’Eurozona. Mentre non risparmia critiche a Berlusconi, definito il “laughing cavalier” (cavaliere che ride) che ha molto promesso e poco mantenuto, e come il plutocrate/politico che pensa di tornare dopo aver lasciato il proprio Paese sull’orlo di un precipizio fiscale, l’FT rivede il giudizio su Monti. La sua azione col governo tecnico – sostiene l’FT – insieme all’intervento decisivo della Bce, ha aiutato Roma a recuperare la propria credibilità fiscale, risultando in un ritorno degli investimenti stranieri in titoli di Stato italiani e nel calo dei rendimenti dei Btp a 10 anni.

Certo, specifica il giornale, l’Italia resta impelagata in una recessione che, per essere risolta, necessita di una guida credibile: e le persone che hanno sufficiente credibilità personale per questo compito possono essere lo stesso Monti, oppure Bersani, anche se entrambi devono essere più precisi sulla propria strategia politica. Monti, ad esempio, dovrebbe spiegare dove intende trovare i fondi per finanziare l’abbassamento delle tasse previsto dal suo programma. “Monti e Bersani dovrebbero usare il voto del mese prossimo per innescare in nuovo inizio”, conclude il Financial Times.